Nell’ultimo decennio, l’Intelligenza Artificiale ha trovato un impiego sempre maggiore nella vita quotidiana, supportando attività come la scrittura di testi e la creazione di immagini.
Come ogni strumento, il suo utilizzo ha portato alla luce sia vantaggi che criticità, specialmente nell’ambito delle professioni creative in cui si teme un impatto negativo. Parallelamente all’evoluzione degli strumenti di IA, cresce infatti l’apprensione degli esseri umani verso il loro impiego e la necessità di regolamentazioni volte a garantirne un uso etico e sostenibile.
L’Intelligenza Artificiale
Nel suo libro L’intelligenza artificiale, Melanie Mitchell definisce l’IA come un campo che comprende un’ampia varietà di approcci, finalizzati alla creazione di macchine intelligenti attraverso l’impiego dell’apprendimento automatico.
Tra queste macchine intelligenti la più utilizzata è Chat Gpt (abbreviazione per Chat Generative Pre-trained Transformer). Si tratta di un programma specializzato nelle conversazioni con utenti umani (chatbot) basato appunto sull’IA con l’obiettivo di fornire informazioni accurate e utili su questioni di carattere non soggettivo.
Intelligenza Artificiale e cinema
Tra i vari ambiti in cui l’Intelligenza Artificiale si sta inserendo c’è il cinema. Le case di produzione hanno adottato questo strumento per ottimizzare la filiera cinematografica,in particolare le fasi di produzione e distribuzione, e ridurre i costi.
Intelligenza Artificiale e scrittura
La prima applicazione dell’Intelligenza Artificiale avviene durante il processo di scrittura della sceneggiatura. Strumenti come ScriptBook utilizzano l’elaborazione del linguaggio naturale per analizzare i copioni, prevedere il successo al botteghino e offrire approfondimenti sulla trama e sullo sviluppo dei personaggi.
La Writers Guild of America, il sindacato che tutela i diritti degli sceneggiatori, ha risposto alle preoccupazioni di questi ultimi proponendo di consentire l’uso dell’intelligenza artificiale nella scrittura di sceneggiature, a patto che ciò non influisca sui crediti o sui compensi degli autori.
Secondo la proposta, se una sceneggiatura generata dall’IA venisse rielaborata da uno sceneggiatore, quest’ultimo manterrebbe comunque il riconoscimento di autore principale del progetto.
Intelligenza Artificiale e post-produzione
Durante la realizzazione di un film, l’intelligenza artificiale svolge un ruolo sempre più centrale negli effetti visivi (VFX). Un esempio è FaceDirector, il software sviluppato dalla Disney, che permette di combinare diverse riprese per generare espressioni facciali più naturali, consentendo ai registi di perfezionare la performance di un attore in post-produzione. Questa tecnologia è stata utilizzata in Avengers: Infinity War per migliorare le espressioni emotive nelle scene realizzate in CGI.
L’impiego dell’IA nella prestazione degli attori ha sollevato diverse polemiche, soprattutto durante l’ultima edizione degli Oscar. A far discutere è stato il caso di Adrien Brody e Felicity Jones in The Brutalist, dove l’intelligenza artificiale è stata usata per rendere il loro accento ungherese “più autentico”.
Di fronte alle critiche, il regista Brady Corbet ha rilasciato una dichiarazione per chiarire l’uso della tecnologia nel film:
“Le performance di Adrien e Felicity sono completamente loro”, ha detto Corbet. L’innovativa tecnologia Respeecher è stata utilizzata solo nell’editing dei dialoghi in lingua ungherese, in particolare per perfezionare alcune vocali e lettere in modo più accurato. Nessuna lingua inglese è stata modificata. Si è trattato di un processo manuale, eseguito dal nostro team del suono e da Respeecher in post-produzione. L’obiettivo era preservare l’autenticità delle performance di Adrien e Felicity in un’altra lingua, non sostituirle o alterarle e fatto con il massimo rispetto per l’arte.”
Ma lo statement del regista non è bastato a fermare il dibattito sull’uso di queste tecnologie:
“Questo scenario (in cui l’IA si occuperebbe di generare interi accenti) è sicuramente plausibile: un attore potrebbe non avere più bisogno di imparare un accento, perché l’IA lo farà per lui. È una prospettiva preoccupante, perché per me il valore di una performance risiede nell’espressione emotiva, non nella perfezione dell’accento”
osserva Tim Webber, direttore creativo di Framestore e vincitore dell’Oscar per gli effetti visivi nel 2014 con Gravity.
Intelligenza Artificiale e distribuzione
Il ruolo dell’intelligenza artificiale si estende anche alla distribuzione e al marketing dei film.
L’Intelligenza artificiale gioca un ruolo cruciale nell’analisi dei dati provenienti dai social media, valutando le impressioni e le preferenze degli spettatori. Queste informazioni guidano le strategie promozionali, consentendo alle case di produzione di affinare le loro campagne e massimizzare l’impatto sui potenziali spettatori.
I limiti di applicazione
Il problema sorge quando l’utilizzo di questi strumenti basati sull’intelligenza artificiale sfugge al controllo dei professionisti. Un esempio emblematico è il fenomeno, esploso negli ultimi giorni, della creazione di immagini tramite ChatGPT in stile Studio Ghibli da parte degli utenti delle piattaforme social come Instagram e X, che costituisce una chiara violazione dei diritti d’autore.
Lo Studio Ghibli è una rinomata casa di produzione cinematografica giapponese, fondata nel 1985 a Tokyo da Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma. A questo studio appartengono capolavori come La città incantata e Principessa Mononoke, la cui animazione ha affascinato generazioni di spettatori.
La magia di queste opere deriva dalla passione e dalle ore di lavoro che i creatori impiegano. Nel film Si alza il vento, ad esempio, sono stati necessari un anno e tre mesi per animare una folla in una scena che dura appena 4 secondi. Si tratta di una dedizione che attribuisce al lavoro una dignità prettamente umana che non può essere riprodotta dalle immagini create dall’IA e in questo caso da Chat GPT.
“Sono completamente disgustato…sento fortemente che questo è un insulto alla vita stessa…” e “Non vorrei mai incorporare questa tecnologia nel mio lavoro”
Hayao Miyazaki,uno dei fondatori dello studio Ghibli, rispetto all’IA applicata all’animazione
Prospettive
Nella realtà contemporanea in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di vivere e pensare, risulta impossibile rinnegare questa tecnologia. Tuttavia, è fondamentale lavorare alla sua regolazione, in particolare rispetto al diritto d’autore. Solo così si potrà garantire uno sviluppo tecnologico in armonia con il progredire della creatività umana.