Il cantautore Brunori Sas conclude ufficialmente il tour nei palazzetti italiani il 31 marzo con una seconda data all’Unipol Forum di Milano.
Dopo il grande successo ottenuto al Festival di Sanremo con il brano L’albero delle noci, arrivato terzo sul podio, il cantautore cosentino Dario Brunori, in arte Brunori Sas, annuncia il suo primo tour nei principali palazzetti italiani, composto da otto date. Iniziato il 16 marzo a Vigevano, il tour si è concluso ieri, 31 marzo, con una seconda data a Milano.
Giovane cantautorato e sirene
Ad aprire il concerto non poteva che essere un’altra cantautrice: l’artista toscana classe 2000 Emma Nolde. Accompagnandosi unicamente con la chitarra elettrica, la giovane artista ha presentato alcuni brani tratti dal suo album, pubblicato lo scorso novembre, dal titolo NUOVOSPAZIOTEMPO, tra cui Tuttoscorre e Sirene. In particolare, Emma ha introdotto Sirene raccontando di essersi ispirata alla serie tv australiana H2O, in cui alle protagoniste basta toccare l’acqua per trasformarsi in sirene. “Come sarebbe bello cambiare così facilmente” spiega, dando un piccolo insight sul tema della canzone.
Emma ha poi concluso la sua performance con il brano Mai fermi, riuscendo a coinvolgere il pubblico grazie a un ritornello la cui ripetitività delle parole permette di rimanere facilmente anche nella testa di chi la canzone non l’ha ascoltata prima. Tuttavia, questa non sarà l’ultima apparizione di Emma Nolde sul palco del Brunori Sas Tour 2025.
Tra luci e ombre
Con tutte le luci del palazzetto ancora accese, Brunori Sas si fa strada in solitaria sul palco per eseguire una versione voce e chitarra di Il pugile, in una performance essenziale che rispecchia proprio la natura prima della canzone che i fan sono abituati ad ascoltare. Le luci restano accese per tutta la durata del brano, in una dimensione inusuale in cui noi il faro delle luci è acceso non solo sull’artista, ma anche sul pubblico. Ma dopo questo breve inizio, che ricorda un encore anticipato, intimo e raccolto, le luci si spengono e il concerto inizia ufficialmente con un segmento composto da Il morso di Tyson, La ghigliottina, L’uomo nero e La vita com’è.
Il palco si svela e prende vita con l’ensemble che accompagna Brunori Sas per tutta la serata. La circolarità irregolare della piattaforma rimanda proprio alla noce, simbolo del suo nuovo album. La pedana si sviluppa su più livelli e, lungo la sua circonferenza, sono disposti gli otto polistrumentisti che danno vita a un ricco accompagnamento tra violoncello, sintetizzatori, flauti traversi, tromba, sax alto e molto altro. L’alchimia con i musicisti è evidente e viene valorizzata anche dalle macchine che li inquadrano e proiettano sui grandi schermi ai lati del palco tra dissolvenze e movimenti di macchina. Il risultato è una dimensione musicale di altissimo livello, resa ancora più intensa dalla ricchezza dell’accompagnamento musicale.

Popolo brunoriano!
Dopo una prima sezione di brani eseguiti uno dietro l’altro, Brunori Sas saluta il pubblico con l’ironia che da sempre lo contraddistingue e che, probabilmente, ha conquistato anche il nuovo pubblico guadagnato a Sanremo. Come un Cattivissimo Me qualunque davanti ai propri minions, esclama: “Popolo brunoriano! Benvenuti e benvenute!”
Tutte le pause tra un segmento e l’altro si trasformano in veri e propri momenti di stand-up comedy, riusciti e apprezzati da un pubblico che ormai ha compreso che parte del fascino di Dario Brunori risiede proprio nella sua spiccata autoironia.
È in una di queste pause che Brunori torna indietro al suo primo album, Vol. 1, raccontando la nascita di Come stai, brano appartenente a una serie di canzoni scritte dopo la perdita del padre. In questo momento, pronuncia una frase intensa: “Impariamo ad accogliere la fine”, introducendo una riflessione profonda sull’accettazione della morte. La canzone, con la sua ironia tragica, mette in luce le risposte preconfezionate che spesso ci troviamo a dare quando qualcuno ci chiede “Come stai?” in momenti difficili della nostra vita. E così esordisce:
“Come stai?”
Come stai?, Brunori Sas
È la frase d’esordio nel mondo
Che ho intorno
“Tutto bene, ho una casa
E sto lavorando
Ogni giorno”
Che cosa vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli?
Sciarre familiari e momenti metal
Rimanendo nell’ambito familiare, Brunori introduce una canzone che racconta una delle faide più antiche vissute dalla sua famiglia: il polpettone amaro della zia Giulia e gli stratagemmi che suo padre escogitava per evitare di mangiarlo, come raccoglierlo in un fazzoletto e buttarlo dal finestrino dell’auto. Un episodio domestico che trova spazio in Pomeriggi catastrofici, il cui ritornello esprime, attraverso un’antitesi, l’importanza e il senso di protezione tipico della famiglia: “Se stai con la famiglia, niente ti può accader / se stai sempre in famiglia, niente mai ti accadrà”.
Dopo Guardia giurata e Per due che come noi, lo spirito del metallaro si impossessa del cantautore: Brunori si trasforma nel frontman degli Anthrax in un momento di pura follia, ironizzando sul fatto che ormai persino Luca Carboni glielo richiede. “Durerà quanto deve durare”, annuncia, e il pubblico non può far altro che lasciarsi travolgere da questa parentesi in cui il suo alter ego prende il sopravvento. Ma il momento dura poco: subito dopo, il cantautore torna alla sua dimensione più intima con Capita così e Lamezia Milano.

La conclusione di un viaggio
Ma uno dei segmenti più intensi di tutto il concerto, a mio parere, è stato quello composto da brani come Per non perdere noi, Fin’ara luna—brano in dialetto cosentino—Kurt Cobain e Luna nera. Un susseguirsi di canzoni strazianti attraverso cui Brunori compie un viaggio tra amore, perdita, precarietà della vita e solitudine. Un turbine di emozioni che travolge completamente lo spettatore, enfatizzato con la stessa potenza sia dal solo accompagnamento al pianoforte che dal canto struggente del sax alto in Luna nera, che rende l’atmosfera ancora più magica.
Il concerto si avvicina lentamente alla fine con Emma Nolde che torna sul palco per duettare con Brunori Sas sulle note di La vita pensata. E così, in un encore preannunciato dallo stesso Brunori, che invita il pubblico a gridare “dentro dentro” anziché “fuori”, perché “c’è bisogno di più accoglienza”, lo spettacolo si avvia ufficialmente alla sua conclusione. Dopo ben due ore e venti minuti, il concerto si chiude con Guarda ’82, La verità e L’albero delle noci.
Il Brunori Sas Tour 2025 nei palazzetti giunge così al termine. Tuttavia, l’artista è già proiettato verso nuovi appuntamenti che lo vedranno protagonista anche quest’estate con L’albero delle noci Tour Estate 2025 e due date speciali con orchestra: il 18 giugno al Circo Massimo di Roma e l’8 ottobre all’Arena di Verona. Insomma, non ci sono più scuse che tengano per non comprare questo biglietto.