26 febbraio – giornata mondiale del pistacchio

Oggi mercoledì 26 febbraio si celebra una specialità mediterranea che, da un po’ di tempo, divide l’opinione di molti. O lo si odia o lo si ama. Non ci sono vie di mezzo. Il pistacchio è diventato col tempo uno degli alimenti più sfruttati e rivisitati nelle cucine di tutto il mondo, colpendo le gole dei più ghiotti. Approfondiamo insieme la storia di questa pianta così poliedrica.

Le caratteristiche

Originario di Persia e Turchia, il pistacchio viene da sempre utilizzato nelle più svariate forme: per consumo diretto – sgusciando a mani nude i piccoli “semini” verdi -, per aromatizzare carne e insaccati, per piatti dolci e salati, gelati, creme… 

Già noto in età preistorica e già raccontato nelle pagine dell’Antico Testamento, fu poi merito degli Arabi che invasero la Sicilia se il pistacchio e la sua incrementazione ottennero un immediato picco nell’isola, per natura habitat ideale di questa pianta. Personalmente, dedicherei agli Arabi quello che ritengo un meritato applauso.

Si tratta di un frutto assai longevo (può raggiungere addirittura i 300 anni), la cui crescita risulta però molto lenta: la produzione è infatti biennale, colpevole della variazione nelle rese e nei prezzi. 

Rinomate in Italia sono in particolare alcune qualità di pistacchio che prendono il nome dalla propria zona di coltivazione: Bronte, Adrano sulle pendici dell’Etna, Raffadali e Stigliano. Con una produzione che raggiunse le 2.850 tonnellate già nel 2012, il nostro Paese mantiene ancora oggi il settimo posto al mondo come produttore di pistacchio. Un lieve applauso anche al Bel Paese per questo onorevolissimo compito.

coltivazione di pistacchio (Idee Green)

Benefici nutrizionali

Ricco di nutrienti essenziali, il pistacchio eccelle nell’essere fonte di proteine, fibre, vitamine e minerali, oltre che nel contenere un’alta quantità di antiossidanti che aiutano a contrastare l’invecchiamento delle nostre cellule. 

Non solo grande alleato per chi è a dieta; è stato dimostrato che un consumo regolare di questo frutto riduca i livelli di colesterolo LDL e aumenti i livelli di colesterolo HDL, mantenendo la salute di cuore e arterie. Anche gli occhi ne vengono a giovare, per merito di due potenti antiossidanti (luteina e zeaxantina). Inoltre, grazie a un altro amminoacido – il triptofano – mangiare pistacchi contribuisce anche al miglioramento dell’umore e alla riduzione dello stress

Una vera moda

Specialmente con l’avvento dei social media, il pistacchio ha riscontrato una sempre maggiore fama, diventando una vera e propria tendenza. Per anni i nostri feed sono stati immersi da cascate di creme di pistacchio a farcire brioche, panettoni e biscotti, per non parlare di torte e gelati. E non si dimentichino di certo i piatti i salati: pizze, hamburger, mortadella e pasta. E si tratta solo alcuni dei grandi classici ormai sempre più visti accompagnati dal colore verde. 

Si parla, in questi casi, di una vera e propria categoria di “Food Porn” completamente dedicata alla pianta mediterranea (come testimoniano numerose pagine su Instagram e Facebook). C’è poco da fare, che si tratti di polvere, granella o impasto, i nostri piatti sono sempre più verdi. E c’è chi questa moda ha iniziato ad odiarla. 

Sono sempre di più infatti i commenti, i video e i post di persone che si lamentano della (secondo loro, sicuramente non secondo me) immeritata ascesa di questa pianta. La sua è stata sì un’invasione, ma non una di cui personalmente mi lamenterei. 

Un commento su Reddit, forum su cui si scambiano contenuti e opinioni, riporta: “Fino a qualche tempo fa il pistacchio era presente in pochi alimenti. Erano poche le robe contornate da pistacchio che sia dolce o salato. ORMAI È OVUNQUE ED HA PERSO ANCHE IL SAPORE. LE PERSONE LO MANGIANO PER MODA SOLO PER MODA”.

Che sia vero? Anche col cibo ci lasciamo influenzare unicamente da ciò che detta legge?  È sicuramente giusto che ognuno mangi ciò che più preferisce, ma vorrei prendermi la responsabilità di consigliare a chi l’ha provato e non apprezzato, di fare un secondo tentativo. 

Io il pistacchio l’ho sempre mangiato e l’unico motivo per cui potrei mai pensare di smettere sarebbe se dovesse venirmi un’improvvisa intolleranza alimentare. Ma anche in quel caso, non  ne sarei troppo certa.  

Qualche delizia

Per continuare, dunque, la mia opera di convincimento, ecco alcune facili ricette da provare a replicare per gustare una delle più famose delizie italiche!

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